Finalmente i primi 3 punti sono arrivati. Finalmente il vantaggio acquisito non è stato sprecato nel secondo tempo. Finalmente la squadra è rimasta concentrata fino all'ultimo. Ci voleva questa vittoria per il morale della squadra. Il pubblico sugli spalti non si è certo annoiato visto i continui capovolgimenti di fronte e la tifoseria independiente, superlativa alla prima vera trasferta, ha sofferto fino all'ultimo per poi esplodere di gioia assieme a tutta la squadra.
Le due punte, Dennis e Piero, hanno creato parecchie occasioni da gol, sbagliando parecchi gol soli davanti al portiere, tranne in due occasioni quando Dennis con due accellerazioni degne di Bolt brucia difesa e portiere insaccando due gol. Nel mezzo solita incertezza difensiva che regala il rigore del momentaneo pareggio all'Audace Torri. Nella ripresa l'Independiente nei primi minuti soffre la pressione avversaria ed è schiacchiata nella propria metà campo, poi gradualmente, anche spinta dai tifosi, conquista campo e si rende pericolosa con alcuni contropiedi, senza mai però concretizzare le occasioni, come ad esempio la traversa presa da Piero a pochi minuti dal termine. Al triplice fischio, tutta la squadra corre sotto la "curva" ed esplode la festa che prosegue negli spogliatoi con tanto di birra gentilmente offerta dai tifosi alla squadra. Una dedica speciale per questa vittoria va a Lucky, che purtroppo non può scendere in campo con noi.
domenica 31 ottobre 2010
martedì 26 ottobre 2010
Independiente-Bertesinella 0-2
Terza partita di fila in casa ed ancora una sconfitta per l'Independiente contro i primi in classifica del Bertesinella. Nel primo tempo il Bertesinella ha condotto il gioco, ma la difesa independiente ha retto, anche grazie alle parate di Virus. Purtroppo alla prima ingenuità, nel primo minuto di recupero, il Bertesinella trova il gol del vantaggio con un pallonetto che scavalca il portiere. Nel secondo tempo il Bertesinella trova il gol del raddoppio grazie a un rigore conquistato grazie all'esperienza dell'attaccante ospite e l'ingenuità del difensore independiente. Il 2-0 chiude la partita con il Bertesinella che amministra il risultato e i tentativi dell'Independiente di rendersi pericolosi.
Nonostante la quarta sconfitta di fila e l'ultimo posto solitario in classifica l'Independiente dà segni di crescita in condizione, concentrazione. C'è ancora molto da lavorare, ma con impegno si può nettamente migliorare.
Nonostante la quarta sconfitta di fila e l'ultimo posto solitario in classifica l'Independiente dà segni di crescita in condizione, concentrazione. C'è ancora molto da lavorare, ma con impegno si può nettamente migliorare.
sabato 23 ottobre 2010
No al calcio-business: la vicenda dell'Austria Salisburgo
Giovedì la Juventus ha giocato in Europa League a Salisburgo. La squadra austriaca è un emblema di cosa sia il calcio-business. Un stramiliardario austriaco, il proprietario della Red Bull, nel 2005 rileva l'Austria Salisburgo cambiando colori sociali, nome e quindi cancellando le tradizioni del club. Ma questa è anche la storia di un gruppo di tifosi, legato al club, che rifiuta questa situazione e crea una squadra, che, con i colori sociali e il nome originario parte dalla categoria più bassa e ora si trova in serie C austriaca. Speriamo presto nel derby in serie A...
Di seguito un articolo che racconta la vicenda...
La scissione per salvare i colori del club. Ripartiti dai dilettanti, oggi vantano già 4 promozioni.
L'altra metà di Salisburgo: quelli che dissero no al signor Red Bull.
Biancorosso era il colore dei soldi, viola e bianco quello della passione, dal 1933. E non andavano d'accordo. «Dovendo scegliere, abbiamo fondato un nuovo club, ripartendo dai dilettanti, e ci siamo tenuti i nostri colori: ci sono cose che non puoi comprare». Per Alex Salvatore, 29 anni, austriaco di origini italiane, la Sportverein Austria Salzburg è una fede da quando era piccolo: «Prima a guardare con mio papà, poi nel cuore della curva, a cantare». E così per altre duemila persone che lo seguirono, cinque anni fa. Così la Red Bull che stasera sfida la Juve, dentro la Red Bull Arena, perché il marchio s'è appiccicato ovunque, non può essere la squadra del cuore.
Di seguito un articolo che racconta la vicenda...
La scissione per salvare i colori del club. Ripartiti dai dilettanti, oggi vantano già 4 promozioni.
L'altra metà di Salisburgo: quelli che dissero no al signor Red Bull.
Biancorosso era il colore dei soldi, viola e bianco quello della passione, dal 1933. E non andavano d'accordo. «Dovendo scegliere, abbiamo fondato un nuovo club, ripartendo dai dilettanti, e ci siamo tenuti i nostri colori: ci sono cose che non puoi comprare». Per Alex Salvatore, 29 anni, austriaco di origini italiane, la Sportverein Austria Salzburg è una fede da quando era piccolo: «Prima a guardare con mio papà, poi nel cuore della curva, a cantare». E così per altre duemila persone che lo seguirono, cinque anni fa. Così la Red Bull che stasera sfida la Juve, dentro la Red Bull Arena, perché il marchio s'è appiccicato ovunque, non può essere la squadra del cuore.
mercoledì 20 ottobre 2010
Risultati Terza Giornata
B.P.V. DIPENDENTI - LONGOBARDA S.S. 2 - 1
SAN FRANCESCO GRS - ARS AUDAX G.S. 7 - 1
BERTESINELLA A.S.D. - ARR. GUERRA 3 - 0
POL. INDEPENDIENTE - STANGA POLL. VERDE 2 - 3
SANT'AGOST. ASCA - RIVIERA G.S. 5 - 1
lunedì 18 ottobre 2010
Independiente-Stanga Poll. Verde 2-3
Terza sconfitta consecutiva per l'Independiente e partita dai due volti. Fino a circa il decimo della ripresa l'Independiente corre qualche rischio ma conduce per 2-0, poi un crollo porta la Stanga Pollice Verde prima a rimontare due gol e poi nel finale a segnare anche il gol della vittoria. E' un peccato sprecare un doppio vantaggio in questo modo. L'inizio della partita l'Independiente soffre la manovra avversaria, poi prende le contromisure e va in vantaggio grazie ad un'azione caparbia di Dennis. Virus in porta fa alla grande il suo dovere e il primo tempo termina in vantaggio.
Il secondo tempo parte bene con il bomber Piero che si è definitivamente sbloccato, segnando il 2-0. Il calcio è fatto di episodi, infatti dal possibile 3-0 di Adi, che colpisce la traversa su punizione, si passa alla reazione della Stanga che riesce a ribaltare il risultato.
Anche oggi una possibile vittoria è sfumata e forse il risultato è troppo pesante, sicuramente ci sono ancora margini di miglioramento visto che comunque siamo solo alla terza giornata ed è solo la terza partita che la squadra gioca assieme!
Alla fine della partita abbiamo organizzato il terzo tempo ed abbiamo apprezzato che gli avversari si siano fermati con noi a mangiare un panino e bere una birra assieme.
Il secondo tempo parte bene con il bomber Piero che si è definitivamente sbloccato, segnando il 2-0. Il calcio è fatto di episodi, infatti dal possibile 3-0 di Adi, che colpisce la traversa su punizione, si passa alla reazione della Stanga che riesce a ribaltare il risultato.
Anche oggi una possibile vittoria è sfumata e forse il risultato è troppo pesante, sicuramente ci sono ancora margini di miglioramento visto che comunque siamo solo alla terza giornata ed è solo la terza partita che la squadra gioca assieme!
Alla fine della partita abbiamo organizzato il terzo tempo ed abbiamo apprezzato che gli avversari si siano fermati con noi a mangiare un panino e bere una birra assieme.
venerdì 15 ottobre 2010
alcune considerazioni su Italia-Serbia...
I fatti di Italia-Serbia non hanno nulla a che vedere con lo sport e il calcio. Sono una questione pienamente politica e non è la prima volta che gli stadi sono stati da una parte degli amplificatori di tensioni sociali e dall'altra utilizzati come palcoscenici mediatici per odii etnici, religiosi o politici. Basta ricordare le conseguenze e la valenza simbolica che ebbero i famosi scontri tra "Dinamo Zagabria-Stella Rossa" nel 1990 alla vigilia dello scoppio della guerra in Ex-Jugoslavia.
Non si possono interpretare le azioni degli ultras serbi senza considerare ad esempio gli scontri del week-end scorso a Belgrado contro il Gay-Pride e più in generale il clima politico che si vive in Serbia e in molti altri paesi dell'Europa Orientale all'interno della crisi e del dibattito sull'allargamento dell'Unione Europea ad est.
Le frange ultranazionaliste e ultraclericali di estrema destra delle curve di Belgrado, probabilmente con qualche aiuto "logistico" da parte di ambienti curvaioli italiani di estrema destra, hanno praticato un'azione esclusivamente mediatica (negli stadi italiani se ne sono viste di molto peggio...), sfruttando l'attenzione legata a una partita tra due nazionali. L'aspetto preoccupante della vicenda è che tutto ciò ha delle conseguenze che arrivano a mettere in difficoltà le relazioni diplomatiche tra paesi, mette in discussione il tema dell'entrata in Europa. Troppe volte lo sport viene utilizzato per fini politici o economici, a volte è una "prosecuzione della politica con altri mezzi", come si sottolinea perfettamente nel blog "Sport alla Rovescia". Bisogna rovesciare questa tendenza, il calcio e lo sport in generale devono essere momenti di incontro tra diversi ed abbattimento di pregiudizi e non il mezzo per alimentare ideologie xenofobe e razziste.
Altro aspetto di riflessione della serata di martedì è stato la totale incapacità ed ignoranza di chi dovebbe in teoria mantenere l'ordine pubblico. Italia-Serbia è stata la dimostrazione che gli autori di vent'anni di sperimentazione di leggi speciali e repressive nei confronti degli ultras non conoscono assolutamente la questione o molto probabilmente non hanno mai messo piede in uno stadio nella loro vita. I tentativi di Maroni di gestione pubblica del totale fallimento di Genova sono ridicoli, come ad esempio dare la colpa alla polizia serba di scarsa comunicazione ed informazione. Chiunque conosce un po' iI fenomeno ultras, è a conoscenza della "fama" delle tifoserie serbe. Nell'era dei tornelli, dei metal detector e della tessera del tifoso come è stato possibile far entrar dentro lo stadio l'arsenale sfoggiato dagli ultras serbi? E soprattutto come è stato possibile che un ragazzo di 30 anni da solo abbia preso per i fondelli un intero stadio per un'ora?
Forse perchè oltre alla violenza repressiva le forze dell'ordine non conoscono altri modi di gestione dell'ordine pubblico dentro e fuori gli stadi?
Non si possono interpretare le azioni degli ultras serbi senza considerare ad esempio gli scontri del week-end scorso a Belgrado contro il Gay-Pride e più in generale il clima politico che si vive in Serbia e in molti altri paesi dell'Europa Orientale all'interno della crisi e del dibattito sull'allargamento dell'Unione Europea ad est.
Le frange ultranazionaliste e ultraclericali di estrema destra delle curve di Belgrado, probabilmente con qualche aiuto "logistico" da parte di ambienti curvaioli italiani di estrema destra, hanno praticato un'azione esclusivamente mediatica (negli stadi italiani se ne sono viste di molto peggio...), sfruttando l'attenzione legata a una partita tra due nazionali. L'aspetto preoccupante della vicenda è che tutto ciò ha delle conseguenze che arrivano a mettere in difficoltà le relazioni diplomatiche tra paesi, mette in discussione il tema dell'entrata in Europa. Troppe volte lo sport viene utilizzato per fini politici o economici, a volte è una "prosecuzione della politica con altri mezzi", come si sottolinea perfettamente nel blog "Sport alla Rovescia". Bisogna rovesciare questa tendenza, il calcio e lo sport in generale devono essere momenti di incontro tra diversi ed abbattimento di pregiudizi e non il mezzo per alimentare ideologie xenofobe e razziste.
Altro aspetto di riflessione della serata di martedì è stato la totale incapacità ed ignoranza di chi dovebbe in teoria mantenere l'ordine pubblico. Italia-Serbia è stata la dimostrazione che gli autori di vent'anni di sperimentazione di leggi speciali e repressive nei confronti degli ultras non conoscono assolutamente la questione o molto probabilmente non hanno mai messo piede in uno stadio nella loro vita. I tentativi di Maroni di gestione pubblica del totale fallimento di Genova sono ridicoli, come ad esempio dare la colpa alla polizia serba di scarsa comunicazione ed informazione. Chiunque conosce un po' iI fenomeno ultras, è a conoscenza della "fama" delle tifoserie serbe. Nell'era dei tornelli, dei metal detector e della tessera del tifoso come è stato possibile far entrar dentro lo stadio l'arsenale sfoggiato dagli ultras serbi? E soprattutto come è stato possibile che un ragazzo di 30 anni da solo abbia preso per i fondelli un intero stadio per un'ora?
Forse perchè oltre alla violenza repressiva le forze dell'ordine non conoscono altri modi di gestione dell'ordine pubblico dentro e fuori gli stadi?
alcune analisi ed approfondimenti su Italia-Serbia
http://sportallarovescia.wordpress.com/2010/10/13/nostalgia-canaglia/
http://sportallarovescia.wordpress.com/2010/10/13/marassigenovaeuropa-solo-una-altro-campo-di-battaglia/
http://sportallarovescia.wordpress.com/2010/04/23/hakkaa-paalle-allattacco-nazionalismi-xenofobia-nelleuropa-divisa-tra-ue-e-uefa/
una cronaca con foto da dentro il settore ospiti
http://unaltrocalcio.wordpress.com/2010/10/13/sramota-la-non-partita-che-rimarra-nella-storia-vista-da-vicino
http://sportallarovescia.wordpress.com/2010/10/13/marassigenovaeuropa-solo-una-altro-campo-di-battaglia/
http://sportallarovescia.wordpress.com/2010/04/23/hakkaa-paalle-allattacco-nazionalismi-xenofobia-nelleuropa-divisa-tra-ue-e-uefa/
una cronaca con foto da dentro il settore ospiti
http://unaltrocalcio.wordpress.com/2010/10/13/sramota-la-non-partita-che-rimarra-nella-storia-vista-da-vicino
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