lunedì 1 settembre 2014

Un pilastro della Muay Thai

La settima giornata del Thai Culture Tournament Uisp fa tappa di nuovo a Bologna, coincidendo con il “Pilastro On Fire”, appuntamento fisso ormai da alcuni anni organizzato dalla Thaigym Bologna nella palestra “Le Torri” nel quartiere del Pilastro.

La palestra si inserisce in parco inserito tra le case popolari di un quartiere multietnico bolognese. A godersi un po' di ombra sotto gli alberi puoi trovare anziane signore bolognesi con la propria sedia, donne nordafricane che portano a passeggio i propri figli, bambini che giocano a calcio, uomini e donne rom vicino ad un chioschetto bar.
La scelta azzeccata di mantenere l'ingresso gratuito in palestra ha permesso il fatto che gli spettatori presenti agli incontri riflettessero questa composizione multietnica ed estremamente eterogenea. Infatti oltre all'abituale pubblico composto da appassionati, amici e parenti degli atleti, all'interno della palestra trovavi tanti ragazzini migranti di seconda generazione e ragazze e donne rom. Onestamente ad un evento sportivo di qualsiasi genere è difficile trovare una composizione così variegata e forse ciò fa riflettere come anche l'alto prezzo dei biglietti degli stadi o dei palazzetti sia una forma di esclusione e forte limite di accesso, in questo caso non tanto alla pratica sportiva, ma alla condivisione di quella magia e di quelle emozioni, che solo la presenza dal vivo ad un evento sportivo ti può dare.
E tante sono state le emozioni percepite in questa serata, grazie alla spettacolarità e l'ottimo livello tecnico degli incontri; al tifo, che diventava caliente quando a salire sul ring erano atleti “di casa” oppure in caso di “derby” tra palestre bolognesi; alla location che riecheggiava atmosfere d'altri tempi, sempre all'interno di un clima di rispetto reciproco.
Altro dato interessante è stato la presenza di nuove palestre, soprattutto dell'Emilia Romagna, tra Parma e Forlimpopoli, aumentando quindi il numero di realtà che hanno attraversato il Thai Culture Tournament.
Questa gran giornata di Muay Thai ha dimostrato ancora una volta di essere un elemento fondamentale e basilare del calendario italiano di eventi di questa disciplina.
Un pilastro, appunto.

Antira Torunament Sankt Pauli 10th edition

Qualche cenno storico su Sankt Pauli
…Il Covo dei Pirati esiste ancora e si trova a Sankt Pauli, il quartiere di Amburgo dove i Beatles cominciarono a farsi conoscere al mondo, altro che Opéra o Greenvich Village. Fù inospitale fino al diciassettesimo secolo, quando affluirono i cordai, artigiani esperti nella costruzione delle reti da pesca, da li a poco Sankt Pauli, dal nome della chiesa che la città di Amburgo vi fece costruire, divenne un brulicare di navi, marinai, prostitute e via vai di humus umano.
La sua storia e il suo presente fanno di St.Pauli la sintesi di mille sfaccettature: il porto, le case occupate, i numerosi club di musica alternativa, il quartiere a luci rosse e l’enorme presenza di immigrati. Lo stadio di calcio del St. Pauli è unanimamente riconosciuto come il luogo di raccolta di queste differenti anime, tutte accomunate però dal sentimento di ribellione. Il simbolo ufficiale del St.Pauli è un teschio. C’è chi sostiene che tale effigie provenga dagli ambienti dell’autonomia di Amburgo che negli anni ’70, era già impegnata nella lotta per le occupazioni degli edifici e case abbandonate della Hafenstrasse e chi, più romanticamente, fa risalire la leggenda di un pirata di Amburgo, Klaus Stortebeker, che rubava ai ricchi per dare ai poveri della città.

Che il Sankt Pauli Football Club non sia una semplice squadra di calcio, se ne accorsero, fin dagli anni ‘30, anche i collaboratori nazisti di Hitler, che ammonirono la popolazione teutonica con lo slogan: “Tedeschi difendetevi, non andate a vedere il Sankt Pauli!”…Il quartiere di Sankt Pauli ha mantenuto fede a questo slogan, vietando l’ingresso non solo allo stadio, ma in tutto il quartiere, a simbologie e vesilli nazisti o fascisti.
Pur non avendo un palmares invidiabile, i colori del St.Pauli (il bianco e il marrone) sono costantemente seguiti da migliaia di tifosi e simpatizzanti, non solo nella città di Amburgo ma in tutta Europa. Lo spettacolo che si presenta agli occhi di un tifoso occasionale, la prima volta che mette piede al Millerntor è sicuramente “formativo”. 
Sulle tribune del Millerntor-Stadion si riversa la varia umanità del quartiere e tutti quelli che si sentono dalla parte “diversa” del calcio milionario. Il St. Pauli è stato il primo club a giocare contro la nazionale di Cuba per solidarietà, organizzando anche un Mondiale per le Nazioni inesistenti e un torneo per rifugiati politici. Controcorrente in tutto, il St. Pauli non ha mai fatto drammi per gli scarsi risultati sportivi (solo tre promozioni in Bundesliga, alla fine della stagione 2010/2011 è tornato in Zweite), tenendo invece fede al suo spirito: niente sponsor che vogliono lucrare ai danni dei più deboli, niente magnati arabi, niente padroni…autogestione, in pratica. Sono i tifosi a dettare la linea al presidente Stefan Orth, e ad avallare gli acquisti. Sono stati i tifosi, anticipando l’idea dell’Ambrì, a salvare il club dalla bancarotta, qualche anno addietro, stampando 140.000 t-shirt col teschio e le ossa incrociate, vendute in sei settimane.
Antira Tournament Sankt Pauli 2014 - 10th edition - 
Quest’anno il torneo si terrà all’interno del Millerntor-Stadion di Sankt Pauli, da qualche anno restaurato e riconsegnato al quartiere. Oltre allo stadio la manifestazione coinvolgerà molte realtà del quartiere portuale di Amburgo, dallo storico pub Jolly Roger al centro sociale Rote Flora, quest’ultimo messo sotto attacco dalla gentrificazione e speculazione edilizia, si rese protagonista alcuni mesi fa di una mobilitazione cittadina che rivendicava il “diritto alla città”. L’Antira Tournament arrivato alla decima edizione, riconosciuto da tutti come il torneo di tifoserie antirazzista e antifascista più importante e famoso d’Europa, si pone come obiettivo quello di far coesistere assieme realtà provenienti dal mondo ultras di mezza Europa, da Tel Aviv a Manchester, da Bordeaux a Minsk, con associazioni che guardano allo sport come forma di coesione, aggregazione e veicolo di diffusione di una cultura antirazzista, anti omofoba, includente, solidale, che trovi nello sport uno strumento che parli direttamente alle persone abbattendo le barriere discriminatorie. 
Per questi motivi noi di Sportallarovescia.it abbiamo deciso di partecipare a questa tre giorni sia sportivamente, organizzando la squadra di calcetto che parteciperà al torneo, sia politicamente portando la nostra esperienza con la campagna NoDiSex all’interno dei workshop organizzati. Cercare di apprendere quanto più possibile da una realtà forte e radicata nel territorio come quella di Sankt Pauli, è una prerogativa che ci poniamo; per conoscere altre realtà europee e costruire delle relazioni che si basino su progettualità e azioni che un domani potremmo riportare nei nostri territori.
Cenni storici tratti da: www.stpauli.it 
Per maggiori info: www.facebook.com/antirastpauli

Col sorriso sulle labbra

Sabato 22 Marzo è partito dalla Palestra Independiente del Cs Bocciodromo di Vicenza il primo “Thai Culture Tournament”, ossia il tentativo di costruire un campionato in più tappe sul modello tradizionale thailandese da parte del settore Muay Thai della Uisp.

Concretamente l'idea è quella che ogni tappa di questo campionato si svolga in date importanti per la cultura thailandese. Un modo per mescolare e mantenere uniti gli aspetti più sportivi a quelli culturali. Infatti la tappa di Vicenza è stata dedicata a Nai Khanom Tom, la cui festa cade il 17 Marzo. Leggenda narra che nel 1767 fu fatto prigioniero dalle truppe d'invasione birmane. In Birmania fu chiamato a combattere contro il campione birmano di Lethwei per vedere quale arte fosse superiore. Nai Khanom Tom vinse questo incontro e il re birmano gli chiese di sfidare altri nove campioni birmani, che furono tutti sconfitti. In seguito a questo risultato il re decise di concedere la libertà a Nai Khanom Tom.
Dopo questa doverosa premessa storica, veniamo alla giornata di Vicenza. Erano presenti 7 palestre: Palestra Independiente di Vicenza, Wat Muay Thai Padova, Palestra Popolare Antirazzista Brescia, Palestra Popolare Tpo Bologna, Thai Gym Bologna, Muay Thai Imola e Popolare Macerata.
La caratteristica di questa manifestazione è che vede confrontarsi palestre non solo popolari e che, soprattutto, a differenza delle altre federazioni, la partecipazione non è riservata esclusivamente a palestre iscritte all'ente o federazione organizzatrice, in questo caso la Uisp. In questo modo esperienze non federate si possono confrontare anche con realtà federate e viceversa.

Ci sono stati 13 incontri di Muay Thai a contatto pieno, 11 maschili e 2 femminili. Il campionato è costruito in modo tale che ci sia principalmente spazio per l'ambito amatoriale, ossia per chi, con tutte le protezioni del caso, ha poca esperienza di incontri alle spalle e poi che ci siano degli incontri assimilabili alla classe C, quindi di livello tecnico più alto, riservati ad atleti più esperti. Per quanto riguarda la tappa vicentina, 11 match da 3 round da 2 minuti con le protezioni e 2 incontri “clou” senza paratibie e caschetto da 5 round da 2 minuti.
La quasi totalità di incontri amatoriali risponde all'idea di rendere sempre più accessibile il confronto sul ring e la giornata di Vicenza ha mostrato che con impegno e sacrificio tutti possono farcela. Vanno menzionate ad esempio Livia di Muay Thai Imola che a 41 anni ha sfidato Elisa di Vicenza di 33 anni oppure il derby over 35 tra Vicenza e Padova tra Efre e Fabio.
Tutti i match sono stati anticipati dal saluto di ogni atleta verso un piccolo altare per Nai Khanom Tom e dall'esecuzione della Ram Muay, l'antica danza dei guerrieri thai. Sono stati seguiti con attenzione dalle 200 persone presenti, che hanno creato un'atmosfera calda, soprattutto quando a salire sul ring erano atleti e atlete di casa.
Il momento clou della serata sono stati gli ultimi due match. Il primo tra Mattia Carmina di Thai Gym Bologna e Giacomo Nobile di Wat Muay Thai Padova. Il match di ottimo livello tecnico è stato vinto dall'atleta bolognese, ma ad infiammare il pubblico è stato l'ultimo incontro tra Enrico Asnicar della Palestra Independiente di Vicenza e Francesco Geluardi della Thai Gym Bologna. E' stato un match combattutissimo ed a tratti spettacolare, dove entrambi hanno dato tutto. Anche se il pubblico di casa sperava in una vittoria di Enrico, il verdetto dei giudici è stato di parità.
Al termine dei match, come nella migliore tradizione del terzo tempo del rugby, atleti, istruttori, giudici ed arbitro si sono seduti tutti a tavola per mangiare e bere assieme. Questo, a sottolineare che si possono praticare gli sport da combattimento a buon livello senza esclusione di colpi sul ring, ma all'interno di clima quasi familiare e di rispetto reciproco.
E Vicenza ha dimostrato che è possibile farlo col sorriso sulle labbra, nonostante la fatica e i colpi dati ed incassati.

Quando il ring diventa veramente per tutti

Sabato 7 Dicembre si è svolta alla Palestra Independiente del Cs Bocciodromo di Vicenza la prima edizione del “Muay Thai Release Party”, evento organizzato all'interno del settore Muay Thai ADO Uisp.
 La Muay Thai è l'arte marziale thailandese, creata dagli antichi guerrieri thailandesi da utilizzare in battaglia nel caso in cui ci si trovi costretti a combattere senza armi. Di conseguenza prevede l'utilizzo di gomitate, ginocchiate, calci ed ovviamente pugni. A prima vista può sembrare una disciplina molto violenta “solo per duri”, in realtà come tutte le altre arti marziali è fondamentale per imparare a controllare l'uso della forza. Inoltre la Muay Thai nasce da un popolo pacifico che non è mai stato aggressore, ma storicamente sempre aggredito, quindi si è sempre tramandata in un'ottica di legittima difesa.
Il problema nasce però nel momento in cui viene insegnata. Come nella boxe, in molte palestre, soprattutto quelle casualmente gestite da personaggi legati all'estrema destra, la Muay Thai viene utilizzata per trasmettere l'annientamento del nemico da distruggere. Molte volte per aumentare il prestigio della propria palestra, gli istruttori mandano sul ring atleti che non sono ancora pronti ad affrontare un incontro. E' la filosofia del “dilettanti allo sbaraglio”.

Da anni all'interno delle palestre popolari si cerca di portare avanti un'idea degli sport da combattimento alternativa. Per esempio per quanto riguarda la Muay Thai, durante gli allenamenti si insegna l'antica e rituale danza del guerriero, ai “middle-kick” scaricati sul sacco si alternano momenti di approfondimento sulla cultura e sulla filosofia thai. Per quanto riguarda la pugilato si portano avanti le parole ad esempio di MandelaBoxe è egualitaria. Sul ring ricchezza, età, colore della pelle sono irrilevanti. Ma più che il combattimento, a me piace l'allenamento regolare e costante, l'esercizio fisico che la mattina dopo ti fa sentire fresco e rinvigorito”.


Muay Thai Release Party” nasce per provare a declinare lo “Sportpertutti” agli sport di combattimento, diventando quindi “Ringpertutti”. Ringpertutti” non significa mandare sul ring atleti dilettanti allo sbaraglio, ma il suo opposto, ossia dare la possibilità a chiunque di provare l'esperienza del ring e le emozioni di un incontro,a prescindere dall'età, dal livello di bravura e dal sesso. Ovviamente tutto questo in un contesto completamente estraneo all'annientamento del nemico. Per scelta quindi, niente incontri spettacolari tra atleti con esperienza alle spalle, niente grandi nomi o professionisti, ma incontri solo tra persone che salivano per la prima (o massimo seconda) volta sul ring. E' l'idea del “Release Party” di un gruppo musicale applicato alle arti marziali.

Ci sono stati due incontri dimostrativi di pugiliato tra “Palestra Independiente” e “Palestra Popolare Tpo” di Bologna e poi quasi una ventina di incontri di Muay Thai tra “Palestra Independiente Vicenza” e “I Cinque Elementi Padova”. Anche se alla fine dell'incontro i giudici decretavano il vincitore, il premio era uguale per tutti: un piatto di pasta da mangiare tutti assieme a match terminati. La vera vittoria della giornata era essere riusciti a rimanere sul ring fino alla fine anche se si aveva più di 50 anni oppure anche se a sfidarsi erano un ragazzo e una ragazza. Con questa giornata si voleva dimostrare che è possibile salire sul ring, anche se non si è dei professionisti e soprattutto senza essere mandati allo sbaraglio a prendere mazzate tutto il tempo.
Il sogno è quello di creare un circuito “amatoriale” (non dal punto di vista organizzativo si intende), dove chi non ha le qualità o non se la sente di cimentarsi in un ambito ufficiale o di federazione, può comunque avere delle occasioni per mettersi in gioco sul ring.
Un primo passo è stato fatto.

giovedì 7 novembre 2013

Diamo un calcio all'omofobia!


Intervista a Paolo di Bugs Bologna

"A me sembra difficile pensare che scelgano un gioco così maschio, dai contrasti così decisi." [Gianni Rivera]  

Anche quest'anno la Polisportiva Independiente ha aderito all'Action Week contro le discriminazioni lanciato dalla rete Fare (Football Against Racism in Europe). In 46 paesi, europei e non solo, dal 15 al 29 Ottobre si sono svolte centinaie di iniziative di sensibilizzazione sulla tematica delle discriminazioni nel mondo dello sport: letture di messaggi prima delle partite di Champion's League ed Europa League, striscioni contro l'omofobia portati in campo dalle squadre, coreografie di tifoserie, organizzazioni di tornei, incontri da parte di associazioni per i diritti, associazioni sportive e polisportive.
Quest'anno abbiamo deciso di incentrare la nostra azione sul tema dell'omofobia, perchè nel calcio purtroppo le discriminazioni sono a più livelli e vanno a colpire anche gli orientamenti sessuali.L'incontro "Diamo un calcio all'omofobia", che abbiamo organizzato al Cs Bocciodromo Mercoledì 23 Ottobre, voleva entrare nel merito di un argomento che nel mondo dello sport è tabù: l'omosessualità. Abbiamo invitato Cristina Rampin, psicologa dello Sport di Venezia, e Paolo di Bugs Bologna Sport.
La serata è iniziata con la visione di un pezzo della trasmissione V-ictory di La7 del 2008 dedicata a questo tema, che a tutt'oggi risulta essere l'unico momento televisivo dedicato al rapporto tra omosessualità e sport. Emerge chiaramente come il mondo del calcio non è assolutamente "friendly" per un gay, perchè è culturalmente impregnato di pregiudizi sia sull'omosessualità, sia sul fatto che un gay possa svolgere una disciplina "maschia" e simbolo di virilità maschile. Già il linguaggio "da spogliatoio" con espressioni del tipo "non giocare come una femminuccia" rende l'idea dell'ostilità e della difficoltà ad esempio di fare coming out.
Tuttavia se un atleta trovasse il coraggio di fare coming-out, si presenterebbe il problema degli sponsor, che non accetterebbero volentieri questa confessione. Nonostante le importanti prese di posizione di Prandelli, comunque, vizio classico del mondo del calcio, si tende a nascondere il problema o a negarne l'esistenza.
In questo contesto per fortuna esistono delle esperienze che vanno in controtendenza, come ad esempio quella di Bugs Bologna, che, come giustamente sottolineano loro, non sono una "squadra gay", ma una squadra contro l'omofobia. E' una squadra che gioca nel campionato amatoriale Uisp di Bologna di calcio a 7 e che rivendica con orgoglio la propria identità. Ci giocano sia omo che eterosessuali e "sotto la doccia in spogliatoio non succede niente di strano". Vincono pure le partite alla faccia delle battutine, nonostante non si siano mai verificati in campo episodi diretti di discriminazione. Come giustamente sottolinea Paolo, l'omofobia è soprattutto un fenomeno che si manifesta subdolamente, anche se purtroppo non solo lo sport, ma tutta la società ne è permeata.
Ecco il link dove potete trovare l'intera puntata di V-ictory, andata in onda nel 2008 su la7: http://www.la7.it/programmi/v-_ictory/video-332828

Come esempio di ignoranza e omofobia non si poteva ovviamente non prendere Luciano Moggi...
 

venerdì 25 ottobre 2013

Pol. Independiente - Arnold's A

3^ Giornata
Dopo due sonore sconfitte finalmente la polisportiva alza la testa e porta a casa la prima vittoria della stagione.

Veniamo alla cronaca:
la gara comincia bene per i padroni di casa che prendono subito il pallino del gioco grazie soprattutto al soprannumero a centrocampo, l'alto ritmo di gioco e la voglia di cancellare le prime due giornate imprimono all'Independiente una brillantezza inaspettata. La Polisportiva giostra il pallone da una fascia all'altra sfruttando alternativamente la velocità degli uomini di fascia; ma nel calcio quello che conta per il risultato sono i gol e in più di un occasione il gioco espresso non ha trovato concretizzazione sul tabellino di gioco: ma per fortuna ci pensa ancora Faccio (2° marcatura stagionale) a portare il risultato sul 1-0 che permette di andare a bere il tè caldo avanti nel punteggio e in totale controllo dell'incontro.
Nei primi minuti della ripresa l'Arnold's prova a riequilibrare le marcature ma nonostante qualche pericolo la difesa riesce a salvaguardare la porta di Ale. Attutito il colpo e conscia delle capacità che ha conservato ben nascoste l'Independiente decide di stupire i tifosi esprimendo un calcio da vera squadra! Inevitabili arrivano i gol: sono 3 e tutti del giovanissimo Pippo che vede ripagati gli sforzi degli allenamenti e si candida al ruolo di capocannoniere.
La partita finisce 4-0: primi tre punti per l'Independiente.

Prossime partite:
Lunedì 28/10/13 a Sovizzo ore 20:45
Mercoledì 30/10/13 al Baracca ore 21:00

giovedì 10 ottobre 2013

Ricomincia il campionato di calcio a 11




Con l'inizio del campionato ecco che tornano i report delle disavventure della nostra amata squadra di calcio.

Iniziamo con informare chi ancora non lo sapesse che quest'anno le partite in casa si giocano di mercoledì sera ore 21 al Baracca; per quanto riguarda le trasferte si ritorna a viaggiare nei bucolici paesaggi del famoso girone K (ora diventato girone I).

La rosa ha subito un rimescolamento ed alle storiche bandiere dell'Independiente si sono aggiunti diversi giocatori nuovi che imparerete ad amare o ad odiare; inoltre in seguito alle problematiche lavorative che hanno portato mister Fusco ad emigrare oltre le Alpi la guida tecnica è stata affidata a Stefano e Ivano.

Ma bando alle ciance ecco i report delle prime 2 giornate disputate.

GAMBUGLIANO '85 - POL. INDEPENDIENTE 
Esordio stagionale per la Polisportiva, giunta al quarto anno di vita.
Si ritorna a frequentare le verdi valli lasciando il paesaggio grigio dei condomini cittadini che ci hanno accompagnato l'anno scorso.
Risultato 6-0
Non è uno scherzo e neanche il punteggio di una partita a tennis ma il boccone amaro che la prima giornata ha regalato.
Perdonate la brevità e sbrigatività del resoconto ma ricordare la partita da ancora il volta stomaco.
Il match non ha storia e il Gambugliano si impone di larga misura con  3 goal per parziale; l'Independiente non è mai riuscita a esser pericolosa: poca corsa e poche idee, a stento si è notata la presenza in campo della squadra.
C'è poco altro da aggiungere perchè una partita vera non c'è stata, sembrava più un tiro al bersaglio; inutile anche trovar scuse per giustificare la prestazione a dir poco deludente, consentiteci di stendere il famoso velo pietoso e di andare avanti.

POL. INDEPENDIENTE - TEZZE DI ARZIGNANO
Prima avventura in casa di Mercoledì sera.
La partita inizia prima per i tifosi che per i giocatori che aspettando l'evento si ritrovano al Bocciodromo a suon di jazz e brindando con birra artigianale.
Per i giocatori invece la serata inizia alle 21 trai dubbi sulla visibilità dell'arbitro.
La partita inizia nel peggiore dei modi: lancio lungo e difesa infilata, tiro e gol per il Tezze. L'independiente fa molta fatica a prendere le misure alla squadra avversaria che sposta il gioco con molta esperienza da una fascia all'altra del campo fino al momento del lancio per le veloci punte che ad ogni occasione tentano (spesso riuscendoci) di bruciare sulla velocità i difensori di casa. Col passare dei minuti la polisportiva sembra prendere coraggio ma arriva inesorabile lo 0-2 dal dischetto per un fallo "fantasma" che solo gli occhi magici dell'arbitro sono riusciti a vedere.
Nonostante lo svantaggio la squadra non si da per vinta e dopo la delusione della prima giornata provarci è il minimo che si può fare per onorare i tifosi sugli spalti. Viste le difficoltà i mister decidono di provare a cambiare assetto già durante il primo tempo ed è il subentrato Faccio che al primo pallone toccato accorcia le distanze per i padroni di casa. L'entusiasmo per il primo gol segnato è tanto ma appena due minuti dopo il Tezze allunga le distanze e si porta sul 1-3.
Nella ripresa l'Independiente riprova a farsi sotto mostrando miglioramenti sia dal punto di vista del gioco e ancor più nella convinzione. La partita viene giocata per la gran parte del tempo a ridosso dell'area ospite ma senza mai trovare lo spunto per il gol che invece trovano gli avversari in contropiede.
Risultato 1-4

Nonostante i due brutti risultati quest'anno la squadra è molto motivata ed il gruppo di giocatori molto affiatato. Bisogna riuscire a trasformare le prime due giornate in una lezione per le prossime partite e grazie al lavoro settimanale si migliorerà. (rispetto al'anno scorso in campo ci sono stati almeno 5/11 all'esordio con la maglia della polisportiva)
Confidiamo che i risultati positivi non tarderanno ad arrivare.

Que Viva Independiente!!!