Dal Giornale di Vicenza del 16/10/11
mercoledì 19 ottobre 2011
rassegna stampa su Tecnofit-Independiente
ecco una rassegna stampa sui fatti di Tecnofit-Independiente
Dal Giornale di Vicenza del 16/10/11
Dal Giornale di Vicenza del 16/10/11
Giocatori africani offesi in campo
sabato 15 ottobre 2011
Con il razzismo non si gioca!
Questa sera durante la partita del campionato amatoriale Aics di calcio a 11 Tecnofit-Polisportiva Independiente è successo un brutto episodio di razzismo. Probabilmente e purtroppo uno dei tanti che avvengono nei campi di provincia della nostra regione, ma noi come Polisportiva Independiente non l'abbiamo tollerato e abbiamo deciso di abbandonare il campo. Non accettiamo di giocare con il razzismo: la partita e il risultato passano in secondo piano di fronte a ciò. Sul risultato di pareggio di 1-1 a secondo tempo inoltrato un giocatore del Tecnofit fa un fallaccio nei confronti di un nostro giocatore ghanese e viene giustamente espulso dall'arbitro. Non contento del gioco scorretto, parte un insulto razzista "negro di m...". Visto che l'arbitro non prende provvedimenti, decidiamo di uscire dal campo, perchè non si possono più accettare questi episodi. Anche se si è trattato di un episodio isolato di discriminazione, troppe volte dagli spalti o in campo balzano alla cronaca ululati o insulti per il colore della pelle. Troppe volte si è tentato di minimizzare oppure di far finta di non sentire o vedere. Troppe volte questo problema viene sottovalutato oppure negato, come nel recente caso estivo dell'allenatore del Verona Mandorlini. Anche se da un campo amatoriale di provincia, abbiamo voluto lanciare un segnale che possa aprire una riflessione seria sul tema del razzismo nel calcio e nello sport in generale. Bisogna avere il coraggio di ammettere che purtroppo è ben presente e che bisogna cominciare a prendere provvedimenti seri se si vuole combatterlo seriamente.
Ironia della sorte vuole che questo triste episodio cada proprio durante la settimana europea contro il razzismo nel calcio e a pochi giorni dalla partita Polisportiva Independiente-Burkina Faso, amichevole che abbiamo organizzato giovedì 20 ottobre alle ore 20.45 a Vicenza al campo comunale di via Baracca. Alla luce di quanto è successo stasera, diventa ancora più fondamentale essere tutti presenti giovedì sera per dimostrare che esiste un altro modo di vivere il calcio, libero dal razzismo e dall'ignoranza.
POLISPORTIVA INDEPENDIENTE
Ironia della sorte vuole che questo triste episodio cada proprio durante la settimana europea contro il razzismo nel calcio e a pochi giorni dalla partita Polisportiva Independiente-Burkina Faso, amichevole che abbiamo organizzato giovedì 20 ottobre alle ore 20.45 a Vicenza al campo comunale di via Baracca. Alla luce di quanto è successo stasera, diventa ancora più fondamentale essere tutti presenti giovedì sera per dimostrare che esiste un altro modo di vivere il calcio, libero dal razzismo e dall'ignoranza.
POLISPORTIVA INDEPENDIENTE
sabato 8 ottobre 2011
Ginnastica contro la Crisi
La Palestra Independiente promuove un'iniziativa di promozione dello sport per il quartiere dei Ferrovieri e non solo. Organizziamo dei corsi di Ginnastica per la Terza Età e propedeutica per bambini a prezzi accessibili. E' un nostro piccolo contributo per cercare di combattere la crisi attraverso lo sport.
GINNASTICA PROPEDEUTICA
LUNEDI' e MERCOLEDI' ore 16.45-17.45
adatta per i bambini dai 4 anni in su
GINNASTICA PER LA TERZA ETA'
ogni LUNEDI' dalle 9.45 alle 11.15
in collaborazione con il Comune di Vicenza, assessorato allo Sport, Circoscrizione 7
Informazioni per partecipare:
- versare la quota di iscrizione di 15,00 euro annui alla società sportiva comprensiva dell'assicurazione
- dotarsi di certificato di buona salute
- quota mensile di 13,00 euro
lunedì 3 ottobre 2011
Dai un calcio alla paura e al razzismo
La Polisportiva Independente è scesa in campo e non solo metaforicamente ieri pomeriggio insieme a tanti altri soggetti di questa città a Campo Marzo. Ultimamente la stampa locale e i partiti della destra stanno costruendo l'emergenza sicurezza su Campo Marzo per alimentare la paura e la loro campagna elettorale. Non si può negare che Campo Marzo non presenti delle problematiche legate allo spaccio di sostanze stupefacenti. Il punto è che il problema non si risolve con le telecamere e i presidi delle forze dell'ordine, ma lavorando per rivitalizzare tutta l'enorme area verde di Campo Marzo davanti alla Stazione. Insieme ad un variegato gruppo di associazioni abbiamo costruito una giornata per vincere la paura e il nostro contributo è stato quello di organizzare una partita di calcio multietnica. I nostri giocatori africani hanno costruito per l'occasione il "No Racism All Stars" e da copione alle 15 doveva partire l'amichevole sul prato di Campo Marzo. In realtà è bastato delimitare il campo con i conetti e tirare fuori due palloni e si è subito creato un gruppo che ha cominciato a passarsi la palla e a giocare. Il progetto iniziale viene stravolto e l'amichevole diventa un triangolare con la formazione di una squadra di tunisini, che si trovava nel parco. I risultati delle singole partite non se li ricorda nessuno, a parte il fatto che l'Independiente non ne ha vinta nemmeno una, ma la giornata di ieri ha dimostrato ancora una volta come è bastato solamente un pallone per conoscersi, stare insieme e divertirsi. Questa è la forza che lo sport può avere per abbattere barriere e far incontrare le differenze.
Ieri pomeriggio abbiamo respirato una bella aria a Campo Marzo e abbiamo messo in evidenza come gli spazi di una città, se vengono riempiti di iniziative ed attraversati senza paura, diventono i luoghi più sicuri e più piacevoli dove andare.
A Vicenza e in molti paesi della provincia è vietato giocare a pallone nei parchi, sarebbe il caso di rivedere questa scelta. E' comprensible che gli utenti del parco non devono essere colpiti da pallonate o tiri sbilenchi, però creare delle aree per giocare liberamente sarebbe un'ottima soluzione. Non lamentiamoci poi se i bambini e i ragazzi dopo stanno solo davanti alla tv o alla playstation.
Castello 99-Independiente 3-2
Ritorna il campionato e la prima partita è in trasferta "nell'anticipo serale" del Venerdì sera in quel di Piana di Valdagno. Per noi girone completamente nuovo con tutte squadre della vallata dell'Agno e di Chiampo. Il campo di Piana ha un certo fascino, perchè si respira aria di calcio di una volta: spogliatoi sotto la tribuna, gradinate ricavate dal muro e perfino piccola tribuna coperta con tanto di seggiolini. L'unico neo è che per arrivarci devi partire un'ora prima e farti una trentina di chilometri. Quest'anno la rosa si è allargata, ma già alla prima partita siamo già in formazione rimaneggiata, perchè tra febbri, assenza di visite mediche o impegni vari, mancano un po' di elementi. Vito in porta, difesa a quattro con Gabriel, Luca, Ivano e Luca "wolverine" Scambi, centrocampo a tre con Zac, Cristian e Simone, attacco con Piero, Dennis e Matia. Sugli spalti una ventina di supporters dell'Independiente con tanto di striscione nuovo. La partita inizia benissimo per l'Independiente, infatti per ben tre volte Dennis sfiora di pochissimo il gol, dando l'illusione del gol in due casi. Tutto nasce per delle ottime combinazioni con Piero. Invece di essere tranquillamente sul 3-0, al primo errore difensivo gli ospiti sono subito castigati e l'attaccante avversario non si fa pregare due volte e segna il gol del vantaggio. L'independiente c'è e pareggia subito con Simone su calcio d'angolo. Prima della fine del tempo l'attaccante avversario entra in area, cade a terra, sembra in fin di vita dalle urla strazianti, l'arbitro abbocca e fischia il rigore: 2-1 per il Castello.
Nel secondo tempo ritornano i fantasmi dell'anno scorso con un calo generale della squadra, succede poco nulla, tranne il terzo gol del Castello. La partita sembra chiusa, ma un rigore realizzato da Piero ridà un attimo di speranza. Negli ultimi minuti non succede più nulla e quindi tutti negli spogliatoi.
Per fare un bilancio, si sono viste buone cose soprattutto nel primo tempo, si nota una certa intesa tra chi gioca da un anno assieme, ora vanno inseriti i nuovi. Se bisogna fare un confronto con la prima giornata dell'anno scorso i miglioramenti sono netti. Purtroppo cadiamo sempre nelle solite leggerezze e veniamo prontamente castigati dagli avversari. Se avessimo anche noi lo stesso cinismo, probabilmente la partita sarebbe finita diversamente.
Nel secondo tempo ritornano i fantasmi dell'anno scorso con un calo generale della squadra, succede poco nulla, tranne il terzo gol del Castello. La partita sembra chiusa, ma un rigore realizzato da Piero ridà un attimo di speranza. Negli ultimi minuti non succede più nulla e quindi tutti negli spogliatoi.
Per fare un bilancio, si sono viste buone cose soprattutto nel primo tempo, si nota una certa intesa tra chi gioca da un anno assieme, ora vanno inseriti i nuovi. Se bisogna fare un confronto con la prima giornata dell'anno scorso i miglioramenti sono netti. Purtroppo cadiamo sempre nelle solite leggerezze e veniamo prontamente castigati dagli avversari. Se avessimo anche noi lo stesso cinismo, probabilmente la partita sarebbe finita diversamente.
giovedì 29 settembre 2011
La Palestra Independiente per il diritto allo sport
La "Palestra Independiente" è un progetto dell'Associazione Sportiva Dilettantistica "Polisportiva Jackie Tonawanda" all'interno del Bocciodromo. Insieme alla squadra amatoriale di calcio a 11, vuole aprire un ragionamento e allo stesso tempo sperimentare quotidianamente un'idea ben precisa di sport. Infatti quello a grandi livelli è in crisi di credibilità a causa dei numerosi scandali sulle scommesse, il doping e gli interessi di potere politico ed economico.
Noi puntiamo a un'idea di sport e di palestra come "bene comune" libero dalle logiche di business e di agonismo esasperato "della vittoria a tutti i costi". Purtroppo molte volte i giochi di potere e gli interessi personali di pochi si ripetono e contaminano lo sport a livello di federazioni. Noi pensiamo invece che debba essere esclusivamente un'attività fisica (e non solo) che metta al centro e sviluppi relazioni, socialità, divertimento, passione ed impegno.
Inoltre in molte palestre e in particolari discipline viene messa al primo posto l'apparenza più che il proprio benessere personale e soprattutto nelle arti marziali è predominante una cultura ultra-competitiva di "annientamento del nemico". Noi invece vogliamo sviluppare un'idea di "rispetto dell'avversario", che metta al centro l'autocontrollo e nel caso delle arti marziali un uso ragionato della forza.
Abbiamo intitolato la nostra associazione sportiva a Jackie Tonawanda, prima pugilessa afroamericana a conquistare il diritto di combattere contro gli uomini, ed abbiamo scelto come immagine nella maglietta e nei volantini il volto di Mohammed Alì, perchè rifiutiamo il razzismo e qualsiasi discriminazione di tipo razziale, sessuale, religiosa. Lo sport porta con sè valori di solidarietà ed incontro tra differenze, aiuta attraverso il gioco ad abbattere numerose barriere, che purtroppo in alcune federazioni sportive sono tuttora alzate verso i migranti e i figli dei migranti, che, nel caso fossero nati in Italia, sarebbero italiani e quindi doppiamente discriminati.
In tempo di forte crisi economica, nonostante sia un bisogno molto importante, lo sport subisce parecchi tagli per quanto riguarda finanziamenti e progetti. Diventa sempre più difficile, a causa dei costi sempre più alti, garantire le attività di un'associazione o di una società sportiva, soprattutto se "independiente" e totalmente autofinanziata come nel nostro caso. Sappiamo che è sempre più impegnativo arrivare a fine mese, riuscire a pagare l'affitto o il mutuo e quindi una famiglia oppure uno studente, un precario o un migrante sono costretti a volte a rinunciare a praticare uno sport o a frequentare una palestra. Purtroppo corsi gratuiti non siamo in grado di organizzarli, perchè non abbiamo sponsor e non abbiamo finanziamenti, ma ci sforziamo di offrire i corsi al prezzo più basso possibile. Le entrate della palestra servono a coprire i debiti aperti per costruirla, per pagare le spese di gestione e per poter acquistare sempre più attrezzatura e rendere gli spogliatoi più confortevoli.
Scegliendo la "Palestra Independiente", si sceglie di far parte e di sostenere il diritto allo sport e la sua accessibilità, perchè nel suo piccolo anche l'attività sportiva può dare un grande contributo per cambiare la società in cui viviamo, mettendo al centro valori come rispetto, solidarietà, rifiuto di pregiudizi, stili di vita attivi e sani in rispetto con sè stesso, gli altri e l'ambiente che ci circonda. Inoltre la nostra palestra vuole lanciare anche un messaggio sulla partecipazione attiva della cittadinanza e l'utilizzo del territorio a uso collettivo. La nostra palestra fino ad un anno fa era un luogo abbandonato e in degrado, oggi con il nostro impegno è diventato uno spazio vivo restituito al quartiere e alla città. Vi immaginate che ricchezza e risorsa potrebbe diventare l'area dell'ex-Lanerossi se fosse recuperata e destinata ad attività sportive, culturali e sociali?
Noi puntiamo a un'idea di sport e di palestra come "bene comune" libero dalle logiche di business e di agonismo esasperato "della vittoria a tutti i costi". Purtroppo molte volte i giochi di potere e gli interessi personali di pochi si ripetono e contaminano lo sport a livello di federazioni. Noi pensiamo invece che debba essere esclusivamente un'attività fisica (e non solo) che metta al centro e sviluppi relazioni, socialità, divertimento, passione ed impegno.
Inoltre in molte palestre e in particolari discipline viene messa al primo posto l'apparenza più che il proprio benessere personale e soprattutto nelle arti marziali è predominante una cultura ultra-competitiva di "annientamento del nemico". Noi invece vogliamo sviluppare un'idea di "rispetto dell'avversario", che metta al centro l'autocontrollo e nel caso delle arti marziali un uso ragionato della forza.
Abbiamo intitolato la nostra associazione sportiva a Jackie Tonawanda, prima pugilessa afroamericana a conquistare il diritto di combattere contro gli uomini, ed abbiamo scelto come immagine nella maglietta e nei volantini il volto di Mohammed Alì, perchè rifiutiamo il razzismo e qualsiasi discriminazione di tipo razziale, sessuale, religiosa. Lo sport porta con sè valori di solidarietà ed incontro tra differenze, aiuta attraverso il gioco ad abbattere numerose barriere, che purtroppo in alcune federazioni sportive sono tuttora alzate verso i migranti e i figli dei migranti, che, nel caso fossero nati in Italia, sarebbero italiani e quindi doppiamente discriminati.
In tempo di forte crisi economica, nonostante sia un bisogno molto importante, lo sport subisce parecchi tagli per quanto riguarda finanziamenti e progetti. Diventa sempre più difficile, a causa dei costi sempre più alti, garantire le attività di un'associazione o di una società sportiva, soprattutto se "independiente" e totalmente autofinanziata come nel nostro caso. Sappiamo che è sempre più impegnativo arrivare a fine mese, riuscire a pagare l'affitto o il mutuo e quindi una famiglia oppure uno studente, un precario o un migrante sono costretti a volte a rinunciare a praticare uno sport o a frequentare una palestra. Purtroppo corsi gratuiti non siamo in grado di organizzarli, perchè non abbiamo sponsor e non abbiamo finanziamenti, ma ci sforziamo di offrire i corsi al prezzo più basso possibile. Le entrate della palestra servono a coprire i debiti aperti per costruirla, per pagare le spese di gestione e per poter acquistare sempre più attrezzatura e rendere gli spogliatoi più confortevoli.
Scegliendo la "Palestra Independiente", si sceglie di far parte e di sostenere il diritto allo sport e la sua accessibilità, perchè nel suo piccolo anche l'attività sportiva può dare un grande contributo per cambiare la società in cui viviamo, mettendo al centro valori come rispetto, solidarietà, rifiuto di pregiudizi, stili di vita attivi e sani in rispetto con sè stesso, gli altri e l'ambiente che ci circonda. Inoltre la nostra palestra vuole lanciare anche un messaggio sulla partecipazione attiva della cittadinanza e l'utilizzo del territorio a uso collettivo. La nostra palestra fino ad un anno fa era un luogo abbandonato e in degrado, oggi con il nostro impegno è diventato uno spazio vivo restituito al quartiere e alla città. Vi immaginate che ricchezza e risorsa potrebbe diventare l'area dell'ex-Lanerossi se fosse recuperata e destinata ad attività sportive, culturali e sociali?
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